Questo "concetto" è stato eliminato da TUTTI i social, ma ogni volta lo ripropongo in forma differente (ma equivalente) in un nuovo spazio.
Esistono una decina di "definizioni SCIENTIFICHE di QI", ciascuna delle quali porta a "risultati" differenti: in tutte le "piramidi", però, troviamo "in cima" gli europei, in "fondo" gli africani.
Chi fa finta di offendersi, "è perchè ci guadagna a farlo", ma in questo modo nega la scienza VERA, di cui se ne frega (SEMPRE).
In una scala "riportata proporzionalmente da 1 a 100", in tutte e 10 le "definizioni" gli europei "stanno a 100", gli africani "stanno sotto 60".
In ciascun "metodo di calcolo", quelli "intorno a 100" sono considerati "normali", quelli "sopra 100" sono considerati "geni", quelli "sotto 60" sono considerati "ritardati".
Quasi tutti gli africani sono "sotto 60".
Altri QI "sotto 60" tentano goffamente di attribuire il "ritardo" dei colleghi abbronzati a "questioni AMBIENTALI": <<se gli africani nascessero e vivessero a Milano, sarebbero tutti sopra 100>>.
La scienza ha verificato che non si tratti di "questioni ambientali": condizioni di salute, mediche, ambientali, educative e altre minkiate sinistrate non sono riuscite ad "alzargli il QI" nemmeno quando gli africani si sono sono "trapiantati" in Europa, nemmeno quando si sono "riprodotti" in Europa, dando vita alle "seconde generazioni" (e successive).
Il QI è sempre rimasto inferiore al 60.
Se un QI inferiore al 60 fosse stato "attribuito" a soggetti sui quali "altri QI inferiori a 60 non ci guadagnassero a palate", gli abbronzati non interesserebbero a nessuno.
<<Cosa può fare un QI inferiore a 60?>>.
Lo ha messo nero su bianco in una sentenza di tribunale una toga rossa con QI inferiore a 60: un abbronzato può stuprare una ragazzina di 13 anni ed essere immediatamente rimesso in libertà <<perchè non aveva capito che in Italia questo è reato>>.